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Quel che resta della memoria

Quel che resta della memoria

2008 Anemone Purpurea

Luoghi bellissimi, pur se divenuti per paesaggi dell’anima, specie la solare Sicilia di cui l’autore è originario, fanno da vivace sfondo a storie che non si dimenticano: il gioco della memoria è un cammino del passato che fa accettare il presente, perché Capelvenere non rimane imprigionato nel passato, ma lo porta con sé per darlo a noi lettori, che veniamo così a conoscere anche quei personaggi famosi (molti dei quali fanno parte della nostra vita intellettuale, se non addirittura affettiva per il contagio dato dalla celebrità). Ma attenzione: il lib oro è più di una autobiografia, è diverso dai resoconti di viaggio ai quali siamo abituati dalla letteratura, specie dell’Ottocento; non è una ricerca del tempo perduto. È invece – come sostiene Claudio Mori – “un periodo della realtà e della cultura italiana vissuta dall’angolatura particolare di un giornalista e scrittore”.

Alla bellezza della pagina, perché Capelvenere è ricco ed essenziale a un tempo, si fondono particolari preziosi che appartengono alla nostra comprensibile curiosità di lettori e di uomini che hanno vissuto lo stesso periodo narrato da questo splendido autore

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