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UN CONSUNTIVO GRIGIO CUPO: E PER IL 2013?
di Cosimo Inferrera **
Il quadro nosografico del Ponte sembra peggiorare a vista d’occhio nel corso di quest’anno, quando il “governo tecnico” assesta due colpi, che potrebbero diventare micidiali, contro il progetto elaborato dal “gotha tecnico” di aziende, imprese ed esperti di livello mondiale, che con la campata unica sospesa di 3300 m lanciano la sfida dell’ingegneria alla forza di gravità.
Il 2 Agosto 2012 il Ministero per la Coesione Territoriale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Basilicata, la Regione Campania, la Regione Puglia, la Ferrovie dello Stato, la Rete Ferroviaria Italiana sottoscrivono il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) per la realizzazione della direttrice ferroviaria Napoli – Bari – Lecce – Taranto.
L’iniziativa nasce dall’art. 6 del D. Lgs. 88/2011, che disciplina le risorse aggiuntive e gli interventi speciali per la rimozione di squilibri economici e sociali, visti e fronteggiati in tal modo in Campania – Puglia, mentre sembrano ritenuti infondati e non meritevoli di cura quelli interessanti la Calabria e la Sicilia che vengono coinvolte con la Palermo – Catania, la Salerno – Reggio Calabria ferroviaria, ma senza il Ponte di Messina che il nostro esecutivo tenta di fare a pezzi come giunto fondamentale del corridoio 1!
I lavori del CIS per la Na-Ba-Le-Ta costano complessivamente 7.116 mln di Euro per una riduzione del tempo di percorrenza da Napoli a Bari di soli 48’. La costruzione del Ponte di Messina che a carico pubblico è solo per 2.500 mln circa, corrispondenti al 40 % dell’intero importo (il resto da reperire con il project financing), comporta una riduzione del tempo di attraversamento ferroviario dello Stretto di almeno 2 ore per i passeggeri e di almeno un giorno per le merci.
QUELLA RIUNIONE DEL ROTARY SUL PONTE …
Il chiasso che hanno fatto i ‘No Ponte’, nel corso degli anni passati, amplificato fortemente dalla stampa locale, che ha remato incredibilmente contro, per scelte (?) che non vogliamo scandagliare ma che sono facilmente individuabili, ha di fatto creato l’immagine di una Sicilia totalmente ostile alla costruzione della grande opera trasportistica al punto da permettere ad altre regioni del paese di lavorare per sostituirsi alla Calabria ed alla Sicilia come ‘porte cinesi nel Mediterraneo’.
La minoranza ‘chiassosa’ quindi aveva, ed anche tra gli addetti ai lavori, creato una psicosi negativa che le recenti iniziative sul territorio hanno provveduto a fugare velocemente. Semmai vi è stato fino a poco tempo fa un deficit di informazione che non ha fatto capire alla stragrande maggioranza della popolazione italiana che il Ponte non è un’opera inutile, che non sia possibile spostare l’impegno finanziario su ‘ben altro’, e anche che non serva a niente disinteressarsene completamente.
Ma così non era e non è. E la dimostrazione è venuta in modo indiscutibile dall’ultimo Convegno sul Ponte organizzato a Catania dal Rotary Club il 3 dicembre scorso alle ore 20, e sviluppatosi, con interessantissime relazioni (l’on. Zamberletti, il dottor Francesco Attaguile, l’ing. prof. Enzo Siviero, l’ing. Giovanni Mòllica) ben oltre le ore 23. Successo netto, quindi, dell’iniziativa conclusasi poi con un botta e risposta tra il giornalista Tony Zermo e gli illustri ospiti ai quali si sono aggiunti l’ing. Giuseppe Fiammenghi della Stretto di Messina, e l’arch. Pier Paolo Maggiora.
Altro che disinteresse. Salone dell’Excelsior stracolmo con la presenza della Catania che conta, che pesa e che ha ruoli di primo piano. Dagli amministratori capeggiati dal Sindaco della città etnea, alle decine di operatori economici e imprenditori catanesi che hanno recepito pienamente attraverso le parole e le slide proiettate dai relatori quanto il Ponte sia essenziale per l’Italia, il Mezzogiorno e le due regioni del profondo Sud.
Ponte sullo Stretto, una proposta concreta per posti di lavoro e sviluppo
Di Cosimo Inferrera
Il Convegno su “Il Ponte Mediterraneo … e non solo” tenutosi a Reggio Calabria il 19 ottobre, con la partecipazione di Enti locali, Associazioni pro-ponte, accademici e tecnici di molte Università italiane, ha stigmatizzato l’ennesimo cambio di marcia in rapporto al cambio di governo su una scelta infrastrutturale affatto localistica, qual’è il Ponte, tassello essenziale per il rilancio europeo verso la costa sud del Mare Nostrum. L’attraversamento stabile nello Stretto di Messina sposterebbe quasi a ridosso di Suez il corridoio nord, che oggi trova in Rotterdam il punto di riferimento tra Spagna e Russia. Da qui la proposta di denominarlo “Ponte Mediterraneo”.
A Roma la recente conferenza dei servizi del 27/09/2012 ha reso l’opera cantierabile da subito, una scelta strategica per l’intero Paese. Contatti recenti con finanziatori stranieri, in particolare cinesi, indicano che l’opera si può autofinanziare in un’ottica di sistema che vada ben oltre Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria, comunque punti fermi nei percorsi di sviluppo.
Proprio in vista delle esigenze locali e per ridurre l’impegno finanziario internazionale, si ravvisa la necessità di redigere un Master Plan complessivo da inserire nel progetto esecutivo. Nei piloni si realizzino delle “torri abitate” attraverso predisposizioni idonee che lo rendano auto-sostenibile attraverso la fruizione delle straordinarie potenzialità intrinseche ed estrinseche del Ponte. Si tratta di insediamenti di carattere economico-culturale, scientifico-energetico e turistico-commerciale, che lo stesso Ponte e le aree circostanti sono destinati ad ospitare. Nel quadro di un rimodellamento armonico del sistema portuale calabrese e siciliano, il Ponte enfatizza i miti e la storia dell’Area dello Stretto, facendone un piano di scorrimento unitario dal confine intercontinentale afro-asiatico, dove transita il 30 % del commercio mondiale, verso l’Europa.
L’ipotesi della cancellazione del Ponte – cui la stampa dà risalto – oltre alle penali risarcitorie da corrispondere al contraente principale Eurolink (con i risvolti patrimoniali a carico dei soggetti che se ne assumessero la responsabilità di fronte alla Corte dei Conti, visto il conseguente rilevantissimo danno erariale) produrrebbe una serie di contenziosi per gli espropri in atto. Senza contare il vulnus all’immagine del nostro Paese accreditata nei congressi scientifici, nella realizzazione di ponti incredibili, nei contatti internazionali in Cina, in Giappone, a Miami, in Ecuador ad opera dai nostri esperti, tutti presenti al recente Convegno.
UN PATOLOGO E IL PONTE – Lettera aperta al sindaco di Messina Buzzanca
Messina come Dubai?Magari se fosse una vera risorsa …
di Cosimo Inferrera
LE OPERE COLLEGATE: nessuno ancora ha capito perché la loro realizzazione debba essere considerata un “miracolo” per Messina, mentre in realtà esse sono indispensabili a tutti coloro che passano sul Ponte e sulla rete di collegamenti che da questo si diparte ! Per un attimo giriamo la medaglia dal lato dell’utenza: immaginiamo ciò che potrebbe capitare nel caso assurdo della mancata esecuzione di queste stesse opere, cioè degli svincoli, delle bretelle, dei sopra- e sottopassaggi, delle stazioni succursali ferroviarie e/o metroferroviarie.
1° esempio. Un tizio proveniente da Roma atterra in un’oretta a Reggio Calabria con destinazione Messina, quartiere Papardo. Dato che abbiamo ipotizzato che non si costruisce la stazione “Papardo” della Metropolitana Messinese (tale il nome, ma in realtà è solo la indispensabile bretella tra il Ponte e la rete ferroviaria siciliana), il treno lo dovrà portare in una trentina di minuti direttamente alla nuova stazione centrale di Messina Gazzi, mentre se ci fosse la stazione Messina Papardo per giungere a destinazione ce ne vorrebbero solo la metà. Il tizio è un professore universitario che deve recarsi al più presto alla facoltà di Scienze di Papardo. Per raggiungere in auto il luogo di destinazione – sotto cui prima è passato a bordo del suo treno veloce come un dardo - egli impiegherà altri 30’-40’ minuti, ma se la giornata è di quelle storte potrà consumare, più o meno, lo stesso tempo che gli è stato necessario per venire da Roma. Cosa simile potrebbe accadergli, quando farà il percorso inverso, nel tardo pomeriggio, per l’aereo di ritorno. Dunque un enorme pasticcio per i fruitori del Ponte che, vedendo raddoppiato inutilmente il loro tempo di viaggio come se non ci fosse il Ponte, bollerebbero giustamente la megaopera come una bufala colossale.
2° episodio. Se lo stesso tizio, da Roma, si dovesse servire della “frecciargento” Trenitalia la sostanza non cambierebbe. In effetti ci sarebbe solo un rapporto diverso tra il tempo impiegato dal mezzo prescelto per raggiungere Messina centrale (5 h.) e il tempo poi sprecato per raggiungere in auto Papardo (30’ – 1 h.) a causa della deficitaria mobilità interna, ancora asservita alla visione del P.R.G. Borzì. Oggi la bella “Città giardino” di un secolo fa, non solo deturpata, è anche priva di sopraelevate e sottopassaggi indispensabili per superare i continui intoppi della struttura a graticcio delle sue strade e dei viali, rimedi di cui godono ampiamente Palermo e Catania.
3° episodio. In vicende peggiori potrebbe incorrere lo stesso tizio se dovesse decidere di servirsi dell’auto per raggiungere Papardo. Dopo il brivido dell’attraversamento sul Ponte sospeso, egli dovrebbe infilarsi come una palla di fucile nella bretella autostradale, teoricamente priva di svincoli, che da Ganzirri lo condurrà inevitabilmente alla famigerata galleria a quattro corsie, oggetto di controverse valutazioni e tuttavia prontamente finanziata (Gazzetta del Sud 18 Settembre 2010). Se supererà il non facile barrage, egli dovrà tornare anche questa volta sui suoi passi e raggiungere la meta attraverso la strada Panoramica, sommando ad una lunga fatica di guida il fare “obtorto collo” un percorso antidromico, termine che a livello cardiaco indica una anomala conduzione dell’impulso attraverso il tessuto specifico. Altri esempi non meno significativi potrebbero farsi nel caso teorico della mancata esecuzione di altre opere collegate.
E’ di tutta evidenza che gli esempi caricaturali, prima citati, abbiano il solo scopo di prevenire un ipotetico scalpore internazionale, che finirebbe con il coinvolgere lo stesso Dott. Ciucci, se si dovesse giocare alla lesina nel delicato settore delle opere collegate al Ponte.


