Archivi per la categoria ‘Genova’
Genova
Atterrare a Genova è come scendere dal cielo su una portaerei. Le grandi ali del DC-9 sembrano lambire il mare cresposo del porto e prima ancora che le ruote del carrello poggino pesantemente sulla pista l’aereo sorvola a bassissima quota, fa il pelo ad alcuni pescherecci in rada infine atterra. La lunga pista è in mezzo al mare, il parcheggio più avanti in mezzo ai moli.
Genova è lì attorno arroccata sulla collina, i grattacieli che svettano imponenti, i viadotti illuminati dai fari delle automobili che vi transitano, il cielo spazzato da un vento di tramontana che pulisce l’aria mentre gli ultimi raggi di sole colorano di rosa cipria la famosa Lanterna, presidio di una città, guardiano secolare di un popolo che si appresta, ora, ai riti della sera. Un altro modo emozionante di arrivare a Genova è alla guida di un’auto. Una sequenza di tornanti in discesa, per chi vi giunge da Milano, ti viene incontro in mezzo a distese di ulivi e di vigneti. Poi i primi viadotti e infine il mare, placido e immenso, costellato di grossi bastimenti che transitano nel golfo incrociandosi lentamente. Genova è profondamente cambiata negli ultimi anni. Anzi possiamo dire che in questi primi anni Novanta si appresta ad assumere i contorni della grande città e più ti immergi nel suo traffico, più passeggi per le sue austere strade d’impianto ottocentesco, più ti perdi per i vicoli del centro storico a ridosso del porto, maggiore e penetrante è la sensazione della sua compiutezza, della sua maturità della sua ritrovata identità. Ora che le ciminiere delle acciaierie non sboccano più fumo velenoso, ora che la protesta dei camalli non campeggia più sui titoli di prima pagina dei giornali, ora che Genova ha riacquistato la sua vocazione al commercio, il futuro di questa città si tinge di rosa come i suoi tetti all’imbrunire.
L’Expò del 1992 per ricordare i cinquecento anni della scoperta dell’America, nel segno del suo figliolo più illustre (e mai tanto conteso!) Cristoforo Colombo è stata la chiave di volta di questo straordinario cambiamento. La ricettività alberghiera si è allargata con la costruzione di quei cinque o sei hotels ed era quello che ci voleva perché si smettesse di dire “A Genova non ci si può andare perché non ci sono posti-letto decenti”. 1 parcheggi sono stati costruiti e i mezzi pubblici hanno ripreso a funzionare a beneficio della circolazione delle auto che è sempre caotica ma non più come prima. Certo la disoccupazione, come nel resto del Paese, ha dati che preoccupano le persone dotate di ragionevolezza, mentre il fenomeno degli immigrati ha raggiunto e superato i livelli di guardia producendo problematiche verso cui non basta più l’impegno dell’ amministrazione comunale ma occorre un disegno di legge complessivo nell’interesse nazionale.
La questione “camalli” è stata finalmente superata in virtù della nuova riorganizzazione dei servizi portuali. Ora i 788 camalli si sono costituiti in società la “Terminal Multipurpose” che è una delle diciotto società che rappresentano la spinta dorsale del nuovo porto: moderno, con tecnologie all’avanguardia, razionale, in grado di competere con i più grandi scali d’Europa e destinato a rappresentare una tappa importante per le merci che dall’Oriente viaggiano verso il centro Europa. Attualmente le navi che arrivano nel Mediterraneo da Suez attraversano Gibilterra e risalgono l’Atlantico dirette ad Amburgo. Da qui partono i Tir con destinazione anche per i Pesi dell’est e per il centro Europa. Con Genova attrezzata queste merci possono raggiungere più velocemente il cuore del vecchio continente mentre i paesi dell’est sarà più facile raggiungerli dal porto di Trieste. Il modello-Genova, come ama definirlo l’ingegnere Fabio Capocaccia, commissario dell’Autorità Portuale, dovrà essere allargato agli altri porti d’Italia ma solo con un rafforzamento dello scalo di Trieste, alla fine, l’Italia potrà divenire un irrinunciabile punto di riferimento di tutte le merci che transitano per i mari d’Europa. Genova è dunque proiettata nel futuro come parte integrante di quella rivoluzione economica che attende l’umanità alla boa del ventunesimo secolo. Leggi il resto di questo articolo »

