Archivi per la categoria ‘Brando e Desideria’
Brando, Desideria e il viaggio con le cicogne
Quando Brando e Desideria vennero al mondo, nella Città delle Casi Giganti, era domenica pomeriggio. Una bella domenica di primavera. L’inverno era passato e gli alberi avevano ripreso le foglie. Gli uccellini cantavano allegri rincorrendosi nel parco.
“Facciamo un gioco” disse un giovane gabbiano detto Scapicollo, facendo gonfiare le penne e il becco oltre le cime degli alberi.
Gli altri uccellini lo guardarono con sospetto e risposero in coro: ”Ok, ecco un’altra sfida!”. E Scapicollo continuò: “Seguitemi, amici miei, e non ve ne pentirete”.
Mentre gli uccellini abbandonavano i rami degli alberi per lanciarsi nella nuova avventura, Scapicollo rallentò il volo e quando gli altri lo raggiunsero, lanciò la sfida.
“Il primo che raggiungerà la finestra di quella casa gigante laggiù, verso il fiume – disse Scapicollo – avrà diritto ad essere servito di vermicelli e zanzarette per una settimana. E chi arriva per ultimo, dovrà costruire un letto di foglie al vincitore”.
“E vai!” dissero in coro i fringuelli prendendo il volo e battendo le ali con tutte le energie di cui disponevano.
Davanti c’era sempre Scapicollo, sicuramente più veloce e più scaltro.
Gli uccellini volavano sfiorando le cime degli alberi, alcuni affrontavano le curve pericolosamente rischiando di schiantarsi contro gli angoli delle case, altri volavano più in alto sorvolando i tetti di quelle case, a forma di torri altissime, le cui punte sembravano che grattassero il cielo.
Le ali di Scapicollo smisero di battere, si allargarono nel vuoto e planarono dolcemente verso la finestra, dove stavano le due cicogne. Allo stesso modo gli uccellini che lo seguivano frenarono nell’aria avvicinandosi a quella finestra.
“E voi chi siete?”, domandò Scapicollo alle due cicogne. “Noi siamo Rosatella e Celestino” risposero quelle molto altezzose, quasi infastidite. “Ma che ci fate qui? In questa città non vi avevo mai visto”, aggiunse Scapicollo.
“E ti sbagli caro amico – risposero quelle – noi siamo in tanti e accompagniamo la nascita dei bambini a qualsiasi ora del giorno e della notte”.
“Davvero?”, rispose Scapicollo guardando gli altri uccellini e pensò fra s è: ”Mai viste due cicogne cosi` grandi e colorate di rosa e di celeste”. Poi emise un fischio e continuò: ”Ma insomma volete dirci che cosa state guardando oltre quella finestra?”.
“Abbiamo appena portato due bambini, un maschietto che si chiama Brando e una femminuccia che si chiama Desideria”.
“E perché li avete portati?”.
“Perché cosi` hanno voluto i loro genitori. Dai, era tanto che li aspettavano”.
Scapicollo, seguito dai suoi amici, si avvicinò alla finestra e tutti guardarono dentro. I due bambini erano con la loro mamma vestiti allo stesso modo con due pigiamini a strisce: Brando in bianco e celeste, Desideria in bianco e rosa.
Passarono alcune settimane. Brando, detto Brandino, e Desideria detta Nuvoletta, un mattino si svegliarono in una bella casa di campagna a due ore di auto dalla Città delle Case Giganti. Per la verità era stato un fischio a svegliarli e il fischio era del gabbiano Scapicollo che, senza farsi vedere, aveva seguito il volo delle due cicogne fin laggiù.
Desideria chiamò il fratellino: ” Ehi tu, ho sentito che ti chiamano Brando e il Babbo ti chiama Brandino ma io ti chiamerò Coccolino. A me mi chiamano Desideria. Anzi, sai una cosa? Mi piacerebbe essere una Nuvoletta che passeggia per il cielo azzurro senza mai toccare terra. Che mi dici?”
“Io non dico nulla, io dormo e ho sempre fame. Forse si stava meglio nella pancia della mamma. Qui ci sono molti rumori, molte voci che disturbano il mio sonno”.
“Io no, io mi sono già abituata a tutto questo fracasso. Ma hai visto quei due? sono la Mamma e il Babbo, simpatici però …”.
“Ci hanno portato in questo luogo che per essere bello è bello, però ho sentito che dobbiamo affrontare un lungo viaggio per andare in un altro paese, nella Città dei Fiori. Sai Brandino, li abiteremo in una casa in riva a un fiume”.
“Chissà che caldo in quella casa, io preferisco starmene qui. E poi come andremo dall’altra parte del mondo? Non capisco …”
Fu in quell’istante che apparvero Rosatella e Celestino: ”Non preoccupatevi bambini anche questo viaggio lo faremo assieme. Vedrete, sarà un bellissimo viaggio”.
Brando e Desideria si guardarono stupiti. In quell’istante entrarono, abbaiando i due ‘gelosetti’ Mikey e Tiffany; due barboncini bianchi che, alla vista delle due cicogne, perdevano il lume della ragione. I due ‘gelosetti’, quando apparivano le cicogne, facevano dei grandi salti. E avrebbero dato chissà che pur di morderle.
Quelle due cicogne, per loro, erano state due sciagure: avevano rovinato il perfetto equilibrio di quella casa nella quale per anni si erano sentiti padroni.
Alla fine Mikey, il burbero, e Tiffany, la vezzosa, avevano cominciato a volere bene a quei cuccioli di razza umana tanto che alla vista delle due cicogne ringhiavano mostrando i denti. Era indubbio che i cani fossero gelosi delle due intruse. Spesso si accucciavano sotto i lettini di Brando e di Desideria pronti a dimenar la coda rizzando le orecchie quando, con urli e pianti, i due gemelli reclamavano i pasti. Questi erano lunghi beveroni di latte caldo che succhiavano dal biberon con grande avidità.
“Ehi coccolino, hai finito il tuo latte?”
“Si Desideria, e fra poco mi riaddormento”.
“Peccato dormiglione, non sai che cosa ti perdi”.
“Che cosa mi perdo?”
“Intanto ti perdi la Mamma e il Babbo che sono bellissimi. E poi questa casa, il suo giardino, i fiori e gli uccellini che vanno e vengono da quella finestra”.
“Salutami gli uccellini, vorrà dire che li guarderò quando sarà di nuovo sveglio”.
Brando aveva chiuso gli occhi e si stava nuovamente addormentando. E già sognava di bere un altro biberon, quando senti` nuovamente la voce della sorellina.
“Ma insomma Brandino, anzi Coccolino – lo richiama Desideria – vuoi smetterla di dormire? Ti devo dire una cosa importante. Pare che andremo via da questa casa molto presto …” Brando, pur infastidito, ascoltò la sorella con interesse e replicò “Guarda bella mia, ti lascio parlare ma poi promettimi di non svegliarmi fino all’ora del prossimo pasto”. Desideria, che si era guardata bene dal promettergli una cosa del genere, continuò: ”Partiremo a giorni. La Mamma, il Babbo, la Nonna e quella tata che le sta sempre accanto, portandosi dietro questi due cani mocciosi, entreranno dentro un uccello grandissimo con due ali lunghissime che sorvolerà mari e montagne prima di arrivare alla Città dei Fiori …”. “E noi che faremo qui da soli? Come arriveremo in quella Città?” domandò Brandino alla sorella.
“Tontolone – rispose – noi faremo un viaggio bellissimo aggrappati al collo di Rosatella e Celestino. A te dovranno mettere la cintura di sicurezza, hai capito?”.
Brandino si era di nuovo addormentato. Questa volta sognava di attraversare l’Oceano in collo al suo Celestino ma con una discreta scorta di biberon pieni di latte caldo e saporito.
Venne il giorno della partenza. Ad uno ad uno, gli uccellini della contea di Hampton si accomiatarono da Brando e da Desideria.
Tra loro c’era anche Scapicollo che s’era portato dietro anche un paio di gabbiani. E poi giunsero gli scoiattoli, i bambi, gli gnomi che di notte vegliavano su quella casa. Anche le ranocchie di uno stagno vicino vollero essere della partita. “Ciao Brandino, ciao Desideria, tornate presto e fate buon viaggio. Noi saremo qui ad aspettarvi la prossima estate” dissero tutti in coro mentre Mikey e Tiffany, colti da improvvisa emozione, se ne stettero questa volta muti senza abbaiare, l’uno accanto all’altro, accucciati sotto una sedia. Il mondo visto dall’alto era bellissimo. Desideria e Brandino salutarono con la mano i loro amici che li seguirono finché le due cicogne non sparirono dentro una nuvola. Scapicollo e i due gabbiani, seguiti dagli altri uccellini, li accompagnarono per un po`. Infine, con un batter d’ali, fischiarono a lungo e se ne tornarono ai loro nidi.
Usciti dalla nuvola, le due cicogne planarono dolcemente verso quella distesa azzurra che era l’Oceano. In quel momento sopra di loro transitava quello strano uccello con le ali lunghissime e con tanti finestrini. Questa volta fu Brandino a gridare alla sorella: ”Nuvoletta, guarda lassù, c’ è la Mamma, ci saluta con la mano”.


